Santuario di Santa Libera - Parrocchia di San Marco Ev

PIAZZA BARBATO 1 - PONTE DI BRENTA - PADOVA
aggiornato il 01/08/2020
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Santuario di Santa Libera

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Il Santuario di Santa Libera, Madonna della Maternità




Vuole la tradizione che il paese di Malo - antico e importante crocevia per il transito da Vicenza al nord e dall’est alla vallata dell’Agno attraverso il valico di Priabona - agli albori del Cristianesimo sia stato evangelizzato, come le altre terre venete, da un discepolo di S.Pietro: S. Prosdocimo. Si narra inoltre che, salito sul colle di Malo a sud dell’abitato, alla vista di un tempietto pagano, il Santo l’abbia fatto abbattere per erigervi una cappella in onore della Madonna. Secondo un vecchio manoscritto dell’archivio parrocchiale, nel 600 - 700 questa chiesetta venne trasformata nella Pieve di S. Maria Assunta: una delle più antiche pievi, se non la più antica, della Diocesi vicentina, costruita in stile bizantino, proprio dell’epoca.
Successivamente, nell’ultimo secolo del primo millennio, sul luogo venne costruito un castello che durò per oltre trecento anni, fino alla sua distruzione avvenuta durante le infinite contese tra guelfi e ghibellini.
Della fine del milleduecento è l’antica immagine della Madonna in attesa di Gesù di Scuola Giottesca, con l’iscrizione greca in alto che significa: “Madre di Dio”. Questa immagine della Madonna “incinta” è con ogni probabilità opera di un “madonnaro” che la dipinse in un muro un po’ levigato verso la porta maggiore della Pieve del Castello all’incirca nel 1300.  Sulle rovine del castello venne edificata una chiesa romanica che conservò l’affresco. Il dipinto è uno dei rari esempi di pittura medievale che rappresentano la Madre di Dio a figura intera nel periodo della gestazione ed è una delle più antiche immagini venerate in un Santuario Mariano della terra vicentina.
Nel 1630, la peste fece a Malo numerosissime vittime. I Maladensi fecero voti davanti all’immagine di Maria “Madre”, accendendo lumi e candele per così lungo tempo e in così gran numero, che la parte inferiore dell’affresco rimase un po’ affumicata. È tradizione popolare che la Madonna abbia fatto cessare il flagello. La popolazione, in segno di riconoscenza, onorò l’immagine divenuta oggetto di così grande devozione col nome di “Maria Liberatrice dal male” (ossia dalla peste) o “Santa Libera”. E col nome di “Santa Libera” a Malo è venerata ancora oggi.

Nel Seicento la chiesa forse doveva avere solo tre altari: l’altar maggiore, un altare dedicato alla Madonna con una piccola immagine dentro una nicchia (i fedeli lo chiamavano “altare dei feri” perché era stato cinto da cancelli appunto di ferro) e l’altare del Crocefisso. C’è dell’incertezza nello stabilire se se l’altare di San Rocco, protettore dei malati di peste, sia stato costruito prima o dopo il 1600.
L’altar maggiore, costruito in pietra del primo Cinquecento, fu donato al santuario dalla nobile Famiglia Muzan; ne è una conferma lo stemma scolpito sullo zoccolo con le lettere “F M” (=Famiglia Muzan). L’immagine della Madonna in trono col Bambino era coronata. Il campanile, terminante a cuspide in cotto, aderente alla chiesa, aveva anche allora una sola campana.
Si ritiene che forse l’altare di S. Rocco esistesse ancor prima della peste del 1630 (forse progettato intorno al 1577 ma realizzato negli anni successivi) e che al 1630 risalga soltanto la statua del Santo fatta scolpire dalla comunità di Malo per impetrare la protezione del santo durante il terribile flagello di quell’anno.
Le statuette di S. Leonzio e di S. Carpoforo, ora ai lati dell’altare della Pietà, erano esposte presso l’altare maggiore.
Dopo la grave pestilenza del 1630 l’altare dei feri, bene in vista perché sopra una gradinata, venne chiamato altare di S. Maria Liberatrice.
Il pavimento del tempio era un composto di calcina e ghiaia: il “battuto”. Nel centro della chiesa, un lampadario di dodici candele illuminava il tempio e una grande lampada ardeva tutti i giorni festivi davanti all’immagine della Madonna incinta. Nel 1696 il Mastro Bernardin Ramon ritoccò il rosone di stile gotico della facciata.
All’esterno, lungo la salita, c’erano due capitelli: uno dedicato a S. Rocco, l’altro denominato: “capitelo grande alla banda della fontana murà”.

Dal 1733 al 1739 fu attuata la radicale trasformazione della chiesa, che nelle strutture fondamentali divenne l’edificio quale appare ora: un’ampia chiesa a tre navate in sobrio stile barocco, con richiami classici alla sua antichità. L’altare di S. Libera fu trasformato in una cappella ricca di marmi preziosi e pronta a ospitare la sacra Immagine. La parete sulla quale questa era dipinta venne segata con grande arte e collocata nel nuovo altare inaugurato nel 1739.
L’immagine di S. Libera, dopo la traslazione nell’attuale altare avvenuta nel 1739, fu coperta con un drappo di seta che lasciava intravvedere soltanto il volto e parte del collo. Nel 1851, l’affresco fu ridotto all’esposizione del capo e del busto, incorniciati dalla preziosa inquadratura lignea ancor oggi esistente, sempre con la protezione del drappo di seta. Un’iscrizione latina alla base della cornice ricorda l’evento: “Spes nostra salve - Anno Domini MDCCCLI”. Nel 1914, il Vescovo vicentino Mons. Ferdinando Rodolfi fece togliere la veste, quasi a significare che è proprio grazie alla fase di gestazione di Maria Santissima che il mondo è stato salvato da un Uomo-Dio: il Divino Redentore Gesù.

Negli anni 1829-30 venne costruita la cappella dell’Addolorata, si ritiene dove ci fosse l’Oratorio del Crocefisso e dove ora è collocato l’altare con la statua votiva della Pietà. Al 1838 risale l’attuale cappella dedicata a S. Rocco. Nel 1874 venne inaugurato il nuovo campanile, staccato dai muri del tempio. Al 1897 risale l’edificazione della facciata principale del santuario e di quella a nord, entrambe decorate con numerose statue. L’evento è ricordato da una splendida lapide collocata sul frontone con una iscrizione latina.
Risale al 1923 la nuova gradinata monumentale. Gli scalini in pietra portano inciso il nome dei donatori; ne emerge una interessante mappa delle famiglie nobili, di quelle borghesi abbienti, dei personaggi emergenti nella vita civica e di uomini comuni ma appartenenti a famiglie molto legate alle tradizioni religiose. Nel 1927 venne inaugurato sul campanile di S. Libera l’attuale campanone “Santa Maria”, dal rintocco in “si bemolle”, del peso di 29,98 quintali, alto metri 1,70 e con un’ampiezza dell’apertura di m. 1,64.

Sull’erta del “Castello” sono collocate le cappelle con le stazioni della Via Crucis. La prima pietra di questa opera fu posta il 30 settembre 1945, come conseguenza di un voto fatto durante la guerra. Le artistiche formelle in terracotta, deterioratesi per l’esposizione alle intemperie, furono rinnovate in bronzo nel 1969. Le formelle sostituite sono state accuratamente ripulite nel 2002 in occasione del 50° dell’inaugurazione della Via Crucis e si trovano ora in bell’ordine nel Santuario.
Risale al 1994 il restauro della scalinata e della sottostante Cappella della Madonna Immacolata. Nel 2000 è stata realizzata tutta una serie di interventi e di restauri del campanile, delle facciate e dell’interno del Santuario. Sono stati recuperati fra l’altro numerosi secolari ex voto, ora sistemati sulle colonne del tempio.

S. Libera è nel cuore degli abitanti di Malo e del circondario. I muri, le realizzazioni architettoniche cariche di storia e di arte, lo stesso affresco e le opere racchiuse nel Santuario non sono che una timida espressione del grande sentimento che pervade l’animo di ogni maladense ben radicato nel suo ambiente, perché S. Libera è parte dell’ambiente, è parte della vita. Entra nel vivere delle persone, nella realtà delle famiglie, nelle attese e speranze di ognuno. Ha accompagnato le vicende tristi e liete della comunità; ha dato prospettiva, sostegno e direzione alle vicende umane; ha accolto i sospiri, le ansie e i desideri di tante persone, giovani e adulti, bambini ed anziani, in particolare di tante mamme.



Le foto



Il campanile



       
Il santuario ripreso da altre angolazioni




Interni della chiesa



Interni della chiesa



    
Particolari



Per arrivarci

        




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Info:
APERTURA DEL SANTUARIO
Tutti i giorni: 8:30 - 18:00  -  Sabato: 7:30 - 19:00
SS. MESSE IN SANTUARIO
Sabato ore 8:00   -   Domenica ore 16:00
FESTA DEL SANTUARIO:
2^ Domenica di maggio
Ss. Messe: 9.30, 11.00, 16.00

Contatti
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